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Dagaanbieding L‘immoralità necessaria. Citazioni e percorsi nei mondi della giustizia

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Descrizione

È dai dintorni che si scorge meglio il centro: spinto da tale convinzione, l'autore esce qui dagli steccati del diritto, per utilizzare materia diversa, tesaurizzata nell'arco di decenni. Pressoché accantonando i giuristi, la parola va piuttosto alla drammaturgia o alla narrativa, alle arti figurative o alla linguistica. Come sonde riposte negli strati più fondi, sono passi di Shakespeare quelli che mostrano certe verità giudiziarie, divenute tali solo per la violenza del potere. Goya è una guida costante, e una tela di Prud'hon inculca, nel 1808, un'ideologia napoleonica tuttora oggetto di liti (il rapporto organizzativo fra pubblici ministeri e giudici). Il problema dei verbali affiora in Anatole France e in Sandor Márai. "L'uomo senza qualità" e "I fratelli Raramàzov" offrono pagine decisive sulle perizie, mentre Karl Kraus e Francois Rabelais ci parlano delle prove falsificate. Dagli sconfinamenti escono rotti o vacillano molti fra i capisaldi delle moderne costituzioni e delle convenzioni internazionali. L'assai variegato repertorio dipana idee dure: la macchina della giustizia è indispensabile, eppure questo è il punto - resta fatta da congeniti (non già occasionali, momentanei), tremendi pericoli e da immoralità intrinseche, non eludibili.

Editore: Il Mulino
Collana: Saggi
Codice EAN: 9788815131072
Anno edizione: 2009
Anno pubblicazione: 2009
Dati: 387 p., brossura